Bolle, documenti di trasporto, colli e controlli

Timbri per magazzino e spedizioni

In magazzino ogni passaggio lascia un segno su un foglio: la merce ricevuta sulla bolla del fornitore, il controllo fatto sulla distinta, la spedizione sul documento di trasporto, la data sull'etichetta del collo. Sono gesti che si ripetono cento volte al giorno, spesso con i guanti, e devono lasciare una data che non si discute. Qui sotto trovi i timbri che si tengono sul banco del ricevimento e su quello delle spedizioni, con un esempio da cambiare.

La guida

Tre domande prima di scegliere

La data che non si discute

Una contestazione con un fornitore o un corriere si chiude con una data: quando è arrivata la merce, quando è partita. Scritta a mano, in fretta, si legge male e si discute; timbrata con il datario, è netta e uguale su ogni foglio. Le rotelle si girano a inizio turno, e la data è quella per tutta la giornata.

Con i guanti, al volo

Sul banco del ricevimento non c'è tempo per un tampone da riaprire e un timbro da asciugare. L'autoinchiostrante si prende con una mano, anche con i guanti da lavoro, si preme sulla bolla e torna al suo posto. La cartuccia esaurita si sostituisce, e il corpo del timbro dura anni.

Ogni passaggio, il suo timbro

Il ricevimento, il controllo e la spedizione sono tre passaggi diversi, spesso fatti da persone diverse: un timbro per ognuno, con la sua dicitura, rende chiaro a colpo d'occhio a che punto è un documento. Lo spazio per la firma o per il numero dei colli si lascia sotto, da scrivere a penna.

Nota di reparto · Timbri per magazzino e spedizioni

Timbri per magazzino e spedizioni: ricevuto il, spedito il, la sola data e il controllo della merce

In magazzino il timbro tiene il conto di quando succedono le cose. La merce arriva, si controlla, si mette a scaffale, si prepara, si spedisce: ogni passaggio ha un foglio, e su ogni foglio serve una data certa e un segno di chi l'ha fatto. Il timbro datario è lo strumento più semplice per farlo bene: la data si gira con le rotelle all'inizio del turno, e tutti i documenti di quel giorno la portano uguale.

Al ricevimento. Sulla bolla o sul documento di trasporto del fornitore, «Merce ricevuta il» con la data dice da quando la merce è tua: è il dato che serve per i resi, per le contestazioni di un collo danneggiato, per i pagamenti a scadenza. Basta il datario piccolo, con la dicitura sopra i numeri e il reparto sotto; se vuoi anche il nome della ditta, scegli quello a più righe.

In uscita. Sul documento di trasporto, sulla distinta del corriere o sulla copia che resta in archivio, il datario grande porta il nome della ditta e «Spedito il» sopra la data, e lo spazio per il numero dei colli e la firma sotto. Il magazziniere scrive i colli a penna, il resto lo fa il timbro.

La sola data. Per le etichette dei colli, i cartellini degli scaffali, le distinte dove serve solo il giorno, c'è il datario senza testo: piccolo, netto, si usa anche negli spazi stretti. Va bene accanto a un'etichetta già stampata, dove il testo c'è già.

Il controllo. «Merce controllata», «Collaudato», «Non conforme», «Reso»: le diciture del controllo qualità stanno su un timbro lungo e basso dei timbri autoinchiostranti rettangolari, che entra nel margine della distinta senza coprire le righe. Un timbro per dicitura, magari con inchiostri di colori diversi, fa leggere lo stato di un documento a colpo d'occhio.

Quello che il timbro non fa. Sulle scatole di cartone il timbro rende bene; sulla pellicola, sul nastro adesivo e sulla plastica l'inchiostro non asciuga. Lì servono le etichette adesive in carta o quelle in PET, che reggono anche l'umidità. Per le confezioni dei prodotti ci sono le scatole personalizzate, e per le bolle compilate a mano i blocchi copiativi con i dati della ditta. Il catalogo completo è nel reparto Timbri.

Magazzini e aziende di logistica di tutta Italia ricevono i nostri timbri da Roma Sud, dove li facciamo dal 1986; chi preferisce li ritira in sede, e la pagina del prodotto mostra prima dell'ordine il giorno di consegna.