L'immagine della tua ditta sulla carta: biglietti, buste, cartelline, attestati

Ufficio e amministrazione
stampati a Roma

Il biglietto che lasci sul tavolo, la busta che arriva in cassetta, la cartellina che consegni con il preventivo dentro, l'attestato che il tuo corsista appende: sono i pezzi di carta con cui la tua ditta si presenta, e stanno insieme perché devono dire la stessa cosa — stesso logo, stessi colori, stessa carta quando serve. Sotto trovi una scheda per prodotto col suo prezzo di partenza; nel configuratore ogni carta e ogni formato dicono cosa cambia.

La guida

Tre domande, un materiale

Cosa riceve il cliente, e da chi?

È la domanda che sceglie il prodotto. Se lo ricevi tu in mano, da una persona, è il biglietto da visita: piccolo, su una carta che si sente. Se arriva per posta o passa di mano con dentro una lettera, una fattura, un documento, è la busta intestata: il logo fuori, e la finestra quando l'indirizzo è già stampato sul foglio. Se contiene un preventivo, un contratto, il materiale di un corso, è la cartellina: tiene i fogli insieme e li presenta. Se lo appende chi l'ha ricevuto, è l'attestato: una carta che regge la cornice e il tempo.

Che carta, per farla sentire?

Sull'immagine della ditta la carta si tocca prima di leggerla. La patinata è liscia e fa risaltare i colori e le foto: è la scelta neutra, sempre giusta. L'usomano è ruvida e naturale, e si scrive sopra con la penna. La goffrata ha una trama in rilievo — camoscio o neve — che si sente sotto le dita e dice «pregiato» prima di qualunque parola. La pergamena e la carta perlata sono per l'attestato, dove il foglio stesso è il premio. Nel configuratore ogni carta ha la sua spiegazione, e il totale si muove mentre la scegli.

Un nome solo, o uno per persona?

Biglietti e attestati spesso non sono uno: sono uno per persona. Dove il prodotto lo prevede lo trovi nel configuratore come scelta a parte: dividi le copie fra più soggetti — un biglietto per ogni collaboratore, un attestato per ogni corso o livello — e carichi un file per soggetto, nella stessa tiratura e sulla stessa carta. Così l'immagine resta una e i nomi sono tutti. Il totale si aggiorna da solo, e la scheda del prodotto dice se e come si fa.

Nota di reparto · Ufficio e amministrazione

Biglietti, buste, cartelline e attestati: l'immagine coordinata della tua attività, in stampa

Sono quattro oggetti diversi con lo stesso compito: dire chi sei prima ancora che qualcuno legga. Il biglietto che lasci, la busta che arriva, la cartellina che consegni, l'attestato che resta appeso: se portano lo stesso logo, gli stessi colori e una carta scelta con lo stesso criterio, la tua ditta si riconosce a colpo d'occhio. Per questo qui non trovi una pagina per ogni parola, ma una casa sola: sotto, ogni scheda porta al suo configuratore.

Il biglietto da visita, il pezzo che si tiene in mano. È il più piccolo e il più toccato: per questo qui la carta conta più che altrove. I biglietti da visita si scelgono per formato — il classico, il quadrato, il pieghevole quando serve più spazio — per carta e per finitura: la plastificazione opaca o lucida sulle carte patinate, la goffrata camoscio o neve quando vuoi che si senta al tatto. Se hai più collaboratori, i soggetti si dividono nella stessa tiratura: un file per nome, una carta per tutti.

La busta intestata, quella che arriva prima della lettera. Il logo fuori, i tuoi dati sul retro o sul lembo, e dentro la carta intestata che le fa da compagna. Le buste intestate hanno lo strip adesivo di serie — si chiudono premendo, senza inumidire — e si scelgono per formato: da lettera, con la finestra quando l'indirizzo è già stampato sul foglio, o a sacco quando il documento viaggia senza piegarlo. A colori o in solo nero, su un lato o su tutti e due. Dentro ci va la carta intestata, che si stampa con lo stesso logo e la stessa impostazione: lettera e busta arrivano insieme e dicono la stessa cosa.

La cartellina, quella che consegni con qualcosa dentro. Un preventivo, un contratto, la dispensa di un corso, i documenti di una pratica: la cartellina li tiene insieme e li presenta. Le cartelline portadocumenti si scelgono per il modo in cui trattengono i fogli — la tasca incollata, che li contiene, o la bandella, che li ferma lasciandoli in vista — e portano l'intaglio per infilare il biglietto da visita, così il cliente ha già il tuo contatto quando la apre. Su cartoncino patinato, usomano o goffrato, stampata solo fuori o anche dentro.

L'attestato, quello che resta appeso. Un corso, una certificazione, un riconoscimento: l'attestato è il foglio che chi lo riceve incornicia, e la carta deve reggere lo sguardo per anni. Gli attestati e diplomi si stampano su cartoncino patinato, usomano o goffrato, su pergamena naturale o bianca, oppure su carta perlata quando vuoi il riflesso. In nero o a colori, su un lato o su tutti e due; se hai più corsi, più livelli o più sedi, le versioni si dividono nella stessa tiratura.

Come si sceglie, in pratica. Prima cosa riceve il cliente e da chi: in mano, per posta, con qualcosa dentro, da appendere. Poi la carta, che sull'immagine della ditta conta più del formato: liscia per i colori, ruvida per scriverci sopra, goffrata per farla sentire. Poi quanti nomi: uno, o uno per persona. Ogni configuratore ti mostra il prezzo che cambia mentre scegli, e ti dice cosa fa ogni opzione senza che tu debba conoscere il mestiere. Il lavoro si stampa in Via di Villa Bonelli 14, a Roma Sud, dal 1986: si ritira in sede senza spese o parte per tutta Italia.

Cerchi un foglio da compilare — ricevute, bolle, contratti, blocchi col logo? Guarda blocchi e moduli. Cerchi un foglio da distribuire o da appendere? Guarda volantini, pieghevoli e locandine. Devi stampare documenti, dispense o manuali da un PDF? Guarda le fotocopie.