Sono quattro oggetti diversi con lo stesso compito: dire chi sei prima ancora che qualcuno legga. Il biglietto che lasci, la busta che arriva, la cartellina che consegni, l'attestato che resta appeso: se portano lo stesso logo, gli stessi colori e una carta scelta con lo stesso criterio, la tua ditta si riconosce a colpo d'occhio. Per questo qui non trovi una pagina per ogni parola, ma una casa sola: sotto, ogni scheda porta al suo configuratore.
Il biglietto da visita, il pezzo che si tiene in mano. È il più piccolo e il più toccato: per questo qui la carta conta più che altrove. I biglietti da visita si scelgono per formato — il classico, il quadrato, il pieghevole quando serve più spazio — per carta e per finitura: la plastificazione opaca o lucida sulle carte patinate, la goffrata camoscio o neve quando vuoi che si senta al tatto. Se hai più collaboratori, i soggetti si dividono nella stessa tiratura: un file per nome, una carta per tutti.
La busta intestata, quella che arriva prima della lettera. Il logo fuori, i tuoi dati sul retro o sul lembo, e dentro la carta intestata che le fa da compagna. Le buste intestate hanno lo strip adesivo di serie — si chiudono premendo, senza inumidire — e si scelgono per formato: da lettera, con la finestra quando l'indirizzo è già stampato sul foglio, o a sacco quando il documento viaggia senza piegarlo. A colori o in solo nero, su un lato o su tutti e due. Dentro ci va la carta intestata, che si stampa con lo stesso logo e la stessa impostazione: lettera e busta arrivano insieme e dicono la stessa cosa.
La cartellina, quella che consegni con qualcosa dentro. Un preventivo, un contratto, la dispensa di un corso, i documenti di una pratica: la cartellina li tiene insieme e li presenta. Le cartelline portadocumenti si scelgono per il modo in cui trattengono i fogli — la tasca incollata, che li contiene, o la bandella, che li ferma lasciandoli in vista — e portano l'intaglio per infilare il biglietto da visita, così il cliente ha già il tuo contatto quando la apre. Su cartoncino patinato, usomano o goffrato, stampata solo fuori o anche dentro.
L'attestato, quello che resta appeso. Un corso, una certificazione, un riconoscimento: l'attestato è il foglio che chi lo riceve incornicia, e la carta deve reggere lo sguardo per anni. Gli attestati e diplomi si stampano su cartoncino patinato, usomano o goffrato, su pergamena naturale o bianca, oppure su carta perlata quando vuoi il riflesso. In nero o a colori, su un lato o su tutti e due; se hai più corsi, più livelli o più sedi, le versioni si dividono nella stessa tiratura.
Come si sceglie, in pratica. Prima cosa riceve il cliente e da chi: in mano, per posta, con qualcosa dentro, da appendere. Poi la carta, che sull'immagine della ditta conta più del formato: liscia per i colori, ruvida per scriverci sopra, goffrata per farla sentire. Poi quanti nomi: uno, o uno per persona. Ogni configuratore ti mostra il prezzo che cambia mentre scegli, e ti dice cosa fa ogni opzione senza che tu debba conoscere il mestiere. Il lavoro si stampa in Via di Villa Bonelli 14, a Roma Sud, dal 1986: si ritira in sede senza spese o parte per tutta Italia.
Cerchi un foglio da compilare — ricevute, bolle, contratti, blocchi col logo? Guarda blocchi e moduli. Cerchi un foglio da distribuire o da appendere? Guarda volantini, pieghevoli e locandine. Devi stampare documenti, dispense o manuali da un PDF? Guarda le fotocopie.