Manifesti da affissione, poster da vetrina e locandine

Poster e manifesti
stampati su misura

Due carte da 120 g e una scelta sola: il blueback col retro blu, che copre il manifesto già affisso sul tabellone, e il whiteback bianco e opaco, che rende i colori in vetrina e negli interni. Il resto è uguale — stessi formati dal piccolo ai maxi, stampa a colori solo fronte, e il costo di ogni copia che scende man mano che le copie salgono. Sotto trovi le due schede, ognuna col suo prezzo di partenza; nel configuratore ogni formato dice quanto è grande e come arriva.

La guida

Tre domande, un materiale

Va fuori sul tabellone o sta dentro?

È la prima domanda, e decide la carta — non il formato. Fuori, su un impianto di affissione, il tuo manifesto si incolla sopra quelli di ieri: se la carta non copre, il disegno di sotto traspare e i colori escono sporchi. Il blueback ha il retro colorato di blu apposta, e il fronte patinato regge la colla e l'acqua per tutta la durata dell'affissione. Dentro — una vetrina, un corridoio, uno stand, un ufficio — non c'è niente da coprire e conta la resa: il whiteback è bianco sotto l'inchiostro, i chiari restano chiari, e la finitura opaca non riflette la luce del negozio.

Quanto è grande?

Fino a 140 × 200 cm il lavoro esce in un pezzo solo, senza giunzioni: il lato corto attraversa la bobina e il lato lungo la percorre, dove non c'è limite. Sopra, nessuna macchina stampa in un pezzo — la luce utile è 156 cm — e il manifesto arriva in strisce da posare in sequenza, numerate. Non è un ripiego: è così che si fanno i maxi da tabellone. Il taglio è sul lato lungo, le strisce si posano da sinistra a destra e ogni striscia si sovrappone a quella già posata per 5 cm: quel margine nasconde la giunzione e perdona il muro storto.

Quante copie te ne servono?

La tiratura è la seconda metà del prezzo, e conviene deciderla prima di configurare: il listino ha una scala di copie, e il costo di ogni pezzo scende man mano che si sale. Sui formati piccoli la scala arriva in alto; sui maxi che escono in tre strisce o più si ferma prima, perché a quel punto non è un pacco da spedire ma una posa da organizzare, e per quelle tirature preferiamo fare un preventivo a mano. Da sapere prima di provare: sotto 70 × 100 cm il prezzo non scende, perché quello è il formato più piccolo che si lavora.

170 cm 120 cm
Esempio: modello «Fascia obliqua» in bianco. La tua avrà le tue parole.

Senza mandare un file

La scrivi tu, la vedi sul vetro

Scegli un disegno, scrivi le tue parole e guardale alla misura della tua vetrina, prima di ordinare. Il file per il taglio lo prepariamo noi.

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Nota di reparto · Poster e manifesti

Poster e manifesti: prima la carta, poi la misura, poi la tiratura

La stessa merce ha due nomi, e li usa gente diversa: chi lavora in affissione dice manifesti, chi allestisce una vetrina dice poster, e la locandina è solo un manifesto piccolo. Stampiamo tutt'e tre sulla stessa macchina, e la sola cosa che cambia davvero è la carta. Per questo qui non trovi tre pagine che si somigliano, ma due prodotti che si distinguono: sotto, ogni scheda porta al suo configuratore.

Il retro blu, e a cosa serve. I manifesti per affissione blueback hanno il dorso colorato di blu. Non è un dettaglio estetico: su un impianto pubblicitario il manifesto nuovo si incolla sopra quello vecchio, e una carta comune lo lascia trasparire — il rosso di sotto sporca il tuo bianco, e da dieci metri si vede. Il blu fa da barriera. Il fronte è patinato e pensato per la colla da affissione: si bagna, si distende sul muro, non si arriccia ai bordi. È la carta che chiedono le concessionarie.

Il bianco, e a cosa serve. I manifesti e poster whiteback sono bianchi dietro e opachi davanti. Il bianco sotto l'inchiostro è quel che tiene i colori brillanti e le ombre leggibili: quando il soggetto è una fotografia e non una scritta, la differenza si vede. L'opaco non riflette, e in vetrina conta più di quanto sembri — un poster lucido, con la luce del negozio addosso, si legge bene solo da un punto della strada. È la carta da interno: negozi, uffici, fiere, allestimenti, corridoi.

Fino a che misura arriva in un pezzo solo. Fino a 140 × 200 cm il lavoro esce intero, senza giunzioni, perché il lato corto sta dentro la luce della macchina e il lato lungo corre sulla bobina, dove la lunghezza non è un limite. Sopra quella misura si stampa in strisce: la luce utile è 156 cm, la prima striscia copre tutta la luce e ogni striscia dopo di lei aggiunge 151 cm, perché si accavalla alla precedente. Un maxi da tabellone è fatto così da sempre — non è un ripiego, è il mestiere.

Come si posano. Il file che ci mandi resta uno solo e intero: a dividerlo pensiamo noi in prestampa, insieme al margine che serve. Quel che ti arriva sono strisce già numerate, e i numeri sono l'ordine in cui vanno sul muro. Il taglio è sul lato lungo, le strisce si posano da sinistra a destra e ogni striscia si sovrappone a quella già posata per 5 cm: quel margine accavallato copre la giunzione e assorbe le differenze di un muro che non è mai perfettamente piano — è la ragione per cui non serve misurare niente in posa. Chi lo fa di mestiere monta un tabellone in mezz'ora.

Due cose da sapere prima di configurare. La prima riguarda i formati piccoli: sotto 70 × 100 cm il prezzo smette di scendere, perché il piccolo si ricava tagliando il grande e il lavoro di macchina è identico — guarda il formato sopra prima di scegliere, spesso costa uguale. La seconda riguarda le copie: il costo di ognuna cala man mano che salgono, quindi conviene decidere la tiratura prima e non dopo. Fuori elenco si lavora comunque, con un preventivo a mano: scrivici la misura. Il lavoro si stampa in Via di Villa Bonelli 14, a Roma Sud, dal 1986 — si ritira in sede senza spese, o parte arrotolato in tubo per tutta Italia.

Cerchi un telo da appendere all'aperto invece che una carta da incollare? Guarda gli striscioni. Ti serve qualcosa di rigido, da avvitare o da mettere in piedi? Ci sono i supporti rigidi.