Quello che copre il ponteggio e regge il vento

Teli e reti
per ponteggi

Il telo che copre il ponteggio per tutta la durata dei lavori: il rendering dell’opera finita, il nome dell’impresa, l’avviso ai residenti. Su una facciata la domanda vera è una sola, ed è il vento — su una superficie alta e larga un telo pieno diventa una vela, e la rete microforata lo lascia passare. Qui i tre teli sono ordinati proprio su questo, con la misura al centimetro e gli occhielli dove servono. I cartelli rigidi del cantiere stanno invece sulla loro pagina.

La guida

Tre domande prima di scegliere

Su un ponteggio o su una recinzione?

Su un ponteggio la risposta è quasi sempre la rete, e non è una questione di prezzo. Una facciata coperta è una superficie di decine di metri quadri esposta in pieno: con un telo pieno il vento non ha dove andare e spinge tutto sulla struttura e sugli ancoraggi. La rete microforata lo lascia passare attraverso, resta ferma e non trasmette il carico al ponteggio. Su una recinzione bassa di lamiera, dietro un muretto o in un cortile chiuso il problema non si pone, e lì il telo pieno rende di più perché i colori sono più coprenti.

Quanto resta su?

Un telo di facciata accompagna il cantiere e spesso resta mesi o anni: quello vuole il materiale stabile alla luce, altrimenti a metà lavori il rendering è slavato e fa più danno che pubblicità. Un avviso ai residenti, una deviazione pedonale o l’indicazione di un ingresso di servizio durano settimane e poi si buttano: lì il telo leggero è la scelta sensata, e se ne stampano quanti ne servono senza pensarci.

Come lo leghi?

Ai tubi del ponteggio con fascette passate negli occhielli, uno per angolo e uno ogni mezzo metro lungo i lati: sui teli grandi gli occhielli intermedi non sono un accessorio, sono quello che impedisce al centro di sventolare e di tirare sugli angoli finché li strappa. Su una superficie molto grande il lavoro esce in teli affiancati da montare uno accanto all’altro: si portano su in due, si tendono meglio di un pezzo unico e se se ne rovina uno si ristampa solo quello.

170 cm 120 cm
Esempio: modello «Fascia obliqua» in bianco. La tua avrà le tue parole.

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Nota di reparto · Teli e reti per ponteggi

Teli e reti per ponteggi: la scelta la fa il vento

Su una facciata coperta la domanda giusta non è quanto costa il telo: è dove va a finire il vento. Un ponteggio alto e largo è una superficie enorme e completamente esposta, e quello che ci si appende sopra lavora come una vela oppure la lascia passare. Da qui in giù i tre teli sono ordinati esattamente su questo.

La rete della facciata. Lo striscione in rete mesh è microforato: il vento ci passa attraverso invece di spingerlo, e sulla struttura non arriva il carico. È quello che si vede sui cantieri di città con sopra il rendering dell’edificio finito, ed è la scelta obbligata quando si copre una facciata intera. Da lontano si legge come un telo pieno — l’occhio non vede i fori — e da vicino lascia passare anche la luce, cosa che chi lavora dietro apprezza parecchio.

Il telo pubblicitario dove il vento non morde. Lo striscione a lunga durata è il telo pieno pesante: colori più coprenti e stabili alla luce, mesi all’aperto senza slavarsi. Ha senso su superfici raccolte e riparate — la recinzione di lamiera lungo il marciapiede, il pannello con i dati dell’opera, il telo sopra l’ingresso del cantiere — dove la spinta del vento non è un problema e quello che conta è che il colore arrivi a fine lavori come è partito.

Gli avvisi che durano poche settimane. Lo striscione economico in PVC è il telo delle cose provvisorie: la deviazione pedonale, l’avviso ai residenti per la settimana dei getti, l’indicazione dell’ingresso di servizio. Sono cose che devono esserci subito, restare poco e finire lì, e non ha senso pagarle come un telo di facciata.

I cartelli sono un’altra cosa, e stanno su un’altra pagina. Tutto quello che in cantiere è rigido — la tabella con i dati dell’opera, i cartelli di obbligo e divieto, la segnaletica che si lega alla rete — non è telo: è lastra, e lo trovi su cartelli per cantieri e sicurezza, dove ci sono il polipropilene alveolare, il PVC espanso e l’alluminio composito. Le due pagine si dividono il lavoro: qui quello che si tende, là quello che sta rigido.

Quel che vale su tutti e tre. Misura libera al centimetro, colori pieni, occhielli contati sulla misura, bordo saldato dove serve, e sopra il formato unico teli affiancati da montare in sequenza. Quello che non facciamo lo diciamo: i requisiti del ponteggio, gli ancoraggi e il piano di montaggio li stabilisce chi il ponteggio lo progetta e lo monta — noi stampiamo il telo alla misura che ci indichi. Stampiamo a Roma Sud e spediamo in tutta Italia; a Roma si ritira in sede, in Via di Villa Bonelli 14.