
Il **backlight** è il telo dei cassonetti luminosi: un materiale traslucido che di giorno si legge come un telo normale e di sera, con i neon o i led accesi dietro, si illumina da dentro. È il materiale delle insegne a cassonetto sopra le vetrine, dei totem luminosi nei centri commerciali, dei pannelli retroilluminati delle stazioni. La differenza rispetto a un telo qualsiasi non sta solo nel materiale: sta anche nella stampa, che va caricata di più perché la luce che attraversa il telo schiarisce tutto — un file stampato per la luce riflessa, montato in un cassonetto, si vede slavato. Su questa pagina il telo si stampa già così. Stampato nel nostro stabilimento di Roma Sud, spedito arrotolato in tubo in tutta Italia.
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Lato corto fino a 156 cm · lato lungo fino a 500 cm · minimo 20 × 30 cm
Lavoriamo da un rotolo alto 156 cm. Il tuo lavoro si appoggia sul rotolo con il lato più corto, che arriva fino a 156 cm. Il lato più lungo segue il rotolo e arriva fino a 5 metri. Non importa se è largo o alto: lo giriamo noi.
La stampa è allineata al millimetro e la giunzione risulta poco percepibile a distanza di visione. Da vicino, o con pannelli accostati non perfettamente a filo, la linea di accostamento resta comunque visibile: è una caratteristica della lavorazione, non un difetto.
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PDF, AI, EPS, TIFF, JPG · Max 150 MB
Il file viene caricato in sicurezza. Potrai anche inviarlo a indicando il numero ordine.
Scrivici le specifiche del tuo lavoro: ti inviamo un preventivo personalizzato entro 1 ora lavorativa.
Scarica il template della misura che hai scelto: porta il taglio già dichiarato (abbondanza 0 mm, 0 mm dai 100 cm di lato in su), il formato scritto sul documento e le guide su un livello a parte, da cancellare prima di inviarci il file.
300 DPI min · CMYK · abbondanza 0 mm, 0 mm dai 100 cm di lato in su · max 150 MB
Nota di reparto · Cartellonistica
Sopra la vetrina c'è un cassonetto luminoso e dentro c'è ancora il nome del negozio di prima; il totem del centro commerciale ha il pannello ingiallito; l'insegna della farmacia si accende ma la grafica è di dieci anni fa. Sono tutti lo stesso lavoro: si apre il telaio, si toglie il telo vecchio, si mette quello nuovo. Il materiale che ci va dentro è il backlight, un telo traslucido che diffonde la luce invece di fermarla, e che di sera trasforma il cassonetto in una lampada con sopra la tua grafica.
Perché non basta un telo qualsiasi. Due ragioni, e la seconda si scopre di solito quando è tardi. La prima è il materiale: un telo normale, opaco, appeso davanti a una fila di led non si illumina, si limita a fare ombra — e dove la luce è più vicina si vedono le strisce delle sorgenti. Il backlight è lattiginoso e diffonde: la luce esce uniforme, senza puntini né bande. La seconda è la stampa: quando la luce attraversa il telo, ogni colore si alleggerisce. Un file preparato per essere guardato in luce riflessa, montato in un cassonetto acceso, si vede slavato — i grigi diventano bianchi, i rossi diventano rosa. Per questo la stampa qui parte più densa: è caricata apposta per arrivare giusta con la luce dietro. È un lavoro che si fa in stampa, non in grafica, e su questa pagina è già dentro.
Spento e acceso non sono la stessa immagine. Vale la pena dirlo prima, perché è la sorpresa più comune. Di giorno, con il cassonetto spento, il telo si legge per riflessione come un telo normale: i colori sono quelli, magari un filo più carichi. Di sera, acceso, si legge in trasparenza: i colori scuri guadagnano profondità e i chiarissimi tendono a bruciare, cioè a perdere le sfumature più tenui. Se la tua grafica ha aree molto chiare con dettagli delicati — un cielo pallido, un bianco su bianco — conviene saperlo e scurirle un po'. Se ha colori pieni e testi netti, è già a posto.
Come si monta, e perché la misura non è quella del cassonetto. È l'errore che costa una ristampa. Nei telai a profilo il telo non si appoggia dietro il vano: si tende, agganciato ai profili o alle molle lungo tutto il perimetro, e per farlo deve essere più grande della luce visibile — quanto, lo dice il sistema di tensionamento che hai. Quindi si misura il vano, si aggiunge il margine che il telaio chiede, e si ordina quella misura. Nel dubbio scrivici prima di ordinare: è la domanda che ci fanno più spesso, e la risposta cambia da telaio a telaio. Nei cassonetti più semplici, invece, il telo si appende con gli occhielli, che qui restano opzionali proprio perché su molti montaggi non servono.
Il bordo, che qui lavora in un altro modo. Su uno striscione appeso la termosaldatura serve contro il vento; in un cassonetto serve contro il tiro costante del tensionamento, che è una forza piccola ma che non smette mai. Il bordo ripiegato e saldato resiste dove un bordo tagliato a filo, dopo qualche mese di trazione, comincia a cedere agli angoli. Sui telai grandi il cordino di rinforzo dentro la piega distribuisce quel tiro lungo tutto il perimetro.
Gli occhielli li conta la misura. Quando servono: quattro agli angoli, sempre, più uno ogni 50 cm lungo i lati, e il numero compare sulla card appena scrivi le misure. Quando il telo va in un telaio a profilo, la card si lascia semplicemente spenta e il telo arriva pulito, senza fori.
Le misure, e i due limiti che non sono lo stesso limite. Da 20 × 30 cm in su, al centimetro. Il lato corto arriva a 156 cm — la larghezza della bobina meno il margine del tubo di spedizione — e il lato lungo a 500 cm in un pezzo unico. Fuori misura non vuol dire grande: vuol dire grande su tutt'e due i lati. Un pannello da 500 × 100 cm per un totem si fa; uno da 400 × 300 no. In che ordine scrivi i numeri non conta: il disegno lo ruotiamo noi.
Il minimo di lavorazione. I cassonetti piccoli sono la maggioranza — l'insegna sopra una porta, il pannello di un espositore da banco — quindi vale la pena dirlo subito: sotto una certa superficie il prezzo si ferma, perché il tempo di macchina è lo stesso di un pannello grande. Si paga un minimo di lavorazione, che vale un metro quadro, e il riepilogo lo chiama così. Vale per soggetto: le insegne di due vetrine ordinate insieme pagano ciascuna la sua.
Prima di montarlo. Il telo arriva arrotolato in un tubo di cartone, e qui la piega del rotolo conta più che altrove: dentro un cassonetto acceso una grinza si vede in controluce come una riga scura. Srotolalo, lascialo disteso qualche ora in piano e monta un telo già piatto — il tensionamento raddrizza, ma non toglie una piega marcata. Chi è a Roma può ritirarlo in Via di Villa Bonelli 14, dove stampiamo dal 1986: si sceglie il ritiro nel riepilogo dell'ordine, e la spedizione non si paga.
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