Sono quattro oggetti che il cliente tocca prima di mangiare: il menu che apre, il sottopiatto su cui appoggia il bicchiere, il cartoncino col suo nome. Se portano lo stesso logo, gli stessi colori e la stessa cura, il locale si riconosce dal primo gesto. Per questo qui non trovi una pagina per ogni parola, ma una casa sola: sotto, ogni scheda porta al suo configuratore.
Il menu per ristoranti, quello che si apre e si richiude. I menu per ristoranti personalizzati si stampano a colori su carte scelte per il tatto: la patinata, opaca o lucida, che fa risaltare le foto dei piatti; l'usomano, naturale, per la carta scritta sobria; le goffrate, con la trama in rilievo che si sente sotto le dita. Il formato è quello del foglio aperto, e la piega decide come si legge: a libretto, a tre ante, a fisarmonica, a finestra. Sulle carte patinate puoi aggiungere la plastificazione — lucida, opaca o soft touch — che chiude il foglio in un film su tutti e due i lati: il menu si pulisce con un panno e non assorbe le macchie. Se cambi carta spesso, è il prodotto giusto: poche copie, e si rifà quando serve.
Il menu in PET, quello che si lava. Quando il menu resta uguale per mesi e passa in tante mani, la carta non basta. I menu in PET sono plastica rigida stampata a colori su tutti e due i lati: non temono l'acqua, l'olio né le stagioni, si lavano con un panno e restano dritti sul tavolo per anni. Lisci, o piegati a libretto e a tre ante. È la scelta per la carta fissa, per il menu dei dehors e per i locali sulla spiaggia.
La tovaglietta sottopiatto, quella che dura un pasto. Le tovagliette sottopiatto sono usa e getta per scelta: carta naturale o carta pensata per il contatto col cibo, stampa in solo nero o a colori, su un lato o su tutti e due, e gli inchiostri per uso alimentare sono di serie, perché la nostra macchina nasce con quella tecnologia. Niente plastificazione, niente plastica: devono restare economiche, e si ordinano a tirature che coprono settimane di servizio. Il menu del pranzo su un lato e le promozioni sull'altro, o più locali nella stessa tiratura.
Il segnaposto da tavolo, quello con il nome. Un matrimonio, una comunione, una cena aziendale, un tavolo riservato: il segnaposto da tavolo è un cartoncino a piramide che arriva steso, si piega lungo le tracce e sta in piedi da solo. Si stampa a colori sul fronte, su patinata, usomano o goffrata, con la plastificazione se la carta lo permette. Se hai un nome per ogni invitato o un numero per ogni tavolo, le versioni si dividono nella stessa tiratura.
Come si sceglie, in pratica. Prima quanto deve durare: un pasto, una sera, una stagione, anni. Poi quante mani lo toccano: da questo dipende se serve la plastificazione o direttamente il PET. Poi quante versioni: una, o una per ogni piatto, ogni ora, ogni invitato. Ogni configuratore ti mostra il prezzo che cambia mentre scegli, e ti dice cosa fa ogni opzione senza che tu debba conoscere il mestiere. Il lavoro si stampa in Via di Villa Bonelli 14, a Roma Sud, dal 1986: si ritira in sede senza spese o parte per tutta Italia.
Cerchi un foglio da distribuire o da appendere — il volantino della serata, la locandina in vetrina? Guarda volantini, pieghevoli e locandine. Cerchi il biglietto da visita del locale o le buste per le fatture? Guarda ufficio e amministrazione.