Quello che produci ha bisogno di un'etichetta, e l'etichetta ha bisogno di sapere dove finirà. Chi imbottiglia l'olio della propria terra, chi fa il vino della vigna di famiglia, chi prepara conserve e marmellate con l'orto, chi vende il miele al mercato, chi produce birra in casa, sapone o creme in laboratorio: il prodotto è tuo, e sul barattolo o sulla bottiglia ci vuole il tuo nome, quello che c'è dentro, la data e quel che la legge chiede. Questa pagina risponde a una domanda sola — quale etichetta — con due strade, perché le risposte giuste sono due. Ogni scheda porta al suo configuratore; i due prodotti restano nella casa delle etichette e cartellini e qui compaiono come strade.
L'etichetta in carta: per quello che sta in dispensa. Le etichette adesive in carta sono in carta usomano, naturale e un po' ruvida: assorbe l'inchiostro, dà al vasetto l'aspetto della cosa fatta a mano, e ci si scrive sopra a penna — la data di produzione, il lotto, il gusto — senza che l'inchiostro scivoli. È l'etichetta per il barattolo di marmellata, per il miele, per la bottiglia dell'olio che sta in cucina e si finisce, per la scatola del sapone in vetrina, per il sacchetto della farina: tutto quello che vive sullo scaffale, asciutto. Non si plastifica, ed è giusto così: la carta naturale è il suo pregio. Costa meno dell'altra, e per la maggior parte dei prodotti da dispensa è quella giusta.
L'etichetta che resiste all'acqua: per quello che si bagna. Le etichette adesive in PET bianco sono una pellicola bianca, non trasparente, che l'acqua non rovina e che non si strappa: la bottiglia di birra o di vino bianco che va in frigo e nel secchio del ghiaccio, il flacone del sapone liquido accanto al lavandino, il barattolo della crema in bagno, la conserva che si lava sotto il rubinetto prima di aprirla, la bottiglia che suda in estate. L'etichetta resta com'era, senza gonfiarsi, senza sbiadire, senza che gli angoli si alzino. Si stampa a colori sul fronte; il retro, quello con la colla, non si stampa.
La misura la scrivi tu, la forma la decidi tu. Su tutte e due, la misura è la tua: scegli una di quelle pronte — sono un aiuto per chi non ha una misura in mente — oppure scrivi la larghezza e l'altezza della tua bottiglia o del tuo vasetto. E la forma è libera: la tonda per il coperchio, l'ovale per la pancia della bottiglia, la rettangolare con gli angoli arrotondati che è quella che chiedono quasi tutti, o la sagoma che mandi nel file, perché il taglio segue un tracciato e fa qualunque forma senza il costo di una fustella. Il taglio incide solo l'etichetta e lascia intero il supporto, con lo strip per staccarla in un gesto: si lavora a mano, una alla volta, o si mette sulla macchina.
Quante, e in quante versioni. Scrivi quante etichette ti servono e il sistema conta da solo quanti fogli occorrono: le etichette in più che escono dagli stessi fogli sono tue, senza pagarle. Se hai più prodotti — tre gusti di marmellata, l'olio e l'aceto, la birra chiara e quella scura, due profumi di sapone — dividi le copie fra più soggetti e carichi un file per ognuno, nella stessa tiratura e sullo stesso materiale: una tiratura sola, tante etichette diverse. Il configuratore dice da quante copie si parte, e il totale si aggiorna mentre scegli.
Il file, e cosa ci va sopra. Il template che scarichi dal configuratore è una sola etichetta, col contorno di taglio e l'abbondanza intorno: ci metti la grafica e ce la rimandi, e alla moltiplicazione sul foglio pensiamo noi in produzione. Cosa scrivere dipende da cosa vendi: per gli alimenti la denominazione, gli ingredienti, la quantità, la scadenza o il termine minimo di conservazione, il lotto e chi lo produce; per i cosmetici l'elenco degli ingredienti e le avvertenze; per tutto, il tuo nome e da dove viene. Il configuratore non fa l'etichetta per te, ma se non hai un grafico la realizzazione IVAC la prepara dai tuoi dati, e con il controllo del file da parte di un operatore c'è una persona che la guarda prima della stampa.
Come si sceglie, in pratica. Prima dove finisce il barattolo: in dispensa la carta, in frigo o in bagno la pellicola che resiste all'acqua; se produci tutte e due le cose, tutte e due, con la stessa grafica. Poi la misura e la forma, prese dalla tua bottiglia. Poi quante, contando i barattoli della prossima stagione di produzione e non di questa settimana, perché la tiratura scende di prezzo salendo di numero. Si stampa in Via di Villa Bonelli 14, a Roma Sud: si ritira in sede senza spese o parte imballato per tutta Italia.