Il timbro aziendale è il nome dell'azienda messo sulla carta in un gesto. Va sulle fatture che escono ancora stampate, sui documenti di trasporto, sui contratti, sulle lettere e sulle ricevute: chi lo legge deve capire subito chi ha emesso il foglio. Per questo il testo si scrive come in visura camerale, senza abbreviazioni inventate, e si dispone dal dato più importante al meno importante. Si compone nella pagina dei timbri autoinchiostranti rettangolari, e l'anteprima si aggiorna riga per riga mentre scrivi.
Cosa scrivere, e in che ordine. Prima riga: la ragione sociale con la forma societaria, in maiuscolo se è corta, così pesa di più. Seconda: via, numero civico, CAP e città della sede legale, o di quella operativa se è lì che arrivano i documenti. Terza: la partita IVA, e il codice fiscale solo se è diverso. Telefono, email o PEC vengono dopo, se ci stanno senza schiacciare il resto. L'errore più comune è voler mettere tutto: sei righe fitte su un modello piccolo diventano lettere da lente d'ingrandimento. Quando l'editor segnala una riga troppo minuta, la strada giusta è togliere un dato o salire di misura, non comprimere tutto.
I datari dell'amministrazione. Il timbro datario porta la data che si gira con le rotelle e il testo intorno. «Pagato il» con la firma sotto chiude una fattura saldata; «Ricevuto il» timbra la posta in arrivo e le consegne; «Registrato il» segna i documenti passati in contabilità. Il modello con più righe tiene anche il nome dell'azienda e dell'ufficio, quello piccolo una dicitura sopra e una sotto.
La copia per il cliente, l'annullato, il visto. Le diciture che si scrivono a mano dieci volte al giorno diventano un timbro stretto e allungato, fatto per la striscia bianca in fondo alla pagina. Costa meno tempo di quanto si creda, e sui documenti fa ordine.
Con il logo. Sui modelli più grandi il marchio sta accanto o sopra il testo: lo carichi come file e lo vedi nell'anteprima già nel colore dell'inchiostro. Le linee molto sottili e i caratteri piccolissimi di un logo non sempre reggono la gomma: la pagina ti avvisa se il file è troppo sgranato.
L'ufficio, tutto insieme. Il timbro va accanto alla carta intestata, alle buste intestate, alle cartelline, ai biglietti da visita e ai blocchi copiativi per bolle e ricevute: stesso nome scritto nello stesso modo, su ogni pezzo di carta che esce. Le altre forme e misure le trovi nel reparto Timbri.
Facciamo timbri nella nostra sede di Roma Sud dal 1986: puoi ritirarli in sede o riceverli con il corriere in qualunque città d'Italia. La data di consegna la vedi nella pagina del prodotto, prima di pagare.