Quaderni, compiti, avvisi alle famiglie e biblioteca di classe

Timbri per scuole e insegnanti

Chi insegna timbra più di quanto immagini: il «bravo!» in fondo al compito, il «visto dai genitori» sul diario, il numero sul libro della biblioteca di classe, il nome della maestra sulle schede da colorare. Un timbro fa in un secondo quello che a penna, su venticinque quaderni, prende mezz'ora. Le schede qui sotto raccolgono i modelli da tenere nel cassetto della cattedra, ognuno con una prova: scrivi il tuo testo e lo vedi subito, a grandezza naturale.

La guida

Tre domande prima di scegliere

Venticinque quaderni in un minuto

Correggere è già lungo; scrivere lo stesso commento venticinque volte lo allunga senza motivo. Il timbro piccolo con «Bravo!» o «Rivedi», l'autoinchiostrante che non chiede tampone e si ricarica a ogni colpo, chiude il compito con un gesto. I bambini lo riconoscono e lo aspettano: un timbro diventa un premio.

Il visto che non si dimentica

Le comunicazioni sul diario e le verifiche da far firmare a casa tornano più spesso firmate se lo spazio è già segnato. Un timbro lungo con «Visto dai genitori» e la riga per la firma fa vedere subito cosa manca, e la maestra controlla al volo chi ha firmato.

La biblioteca in ordine

La biblioteca di classe o di plesso vive di prestiti, e i libri tornano solo se si sa di chi sono. Un ex libris con «Biblioteca di classe», il nome della scuola e lo spazio per il numero, timbrato sulla prima pagina, rende ogni libro riconoscibile e l'inventario semplice.

Nota di reparto · Timbri per scuole e insegnanti

Timbri per insegnanti e per la scuola: quaderni, diari, biblioteca di classe e comitato genitori

I timbri per insegnanti non sono un vezzo: fanno risparmiare tempo vero. In una classe ci sono venticinque quaderni da correggere, venticinque diari da controllare, venticinque schede da distribuire. Ogni frase che si scrive uguale su tutti diventa un timbro, e il tempo risparmiato torna alla lezione. I bambini, poi, i timbri li adorano.

Il «bravo!» e i suoi fratelli. Il quadratino più piccolo del reparto, fra i timbri quadrati, regge una parola ben marcata: «Bravo!», «Ottimo», «Rivedi», «Completa». Se ne tengono due o tre, di colori diversi, e il quaderno parla da solo. Una parola per timbro si legge meglio di una frase intera stretta nella casella.

Il visto dai genitori. Le comunicazioni sul diario e le verifiche da far vedere a casa chiedono una firma. Un modello allungato dei timbri autoinchiostranti rettangolari con «Visto dai genitori» e la riga per la firma segna lo spazio in un attimo, e chi non ha firmato si vede.

La biblioteca di classe. L'ex libris sulla prima pagina rende ogni libro riconoscibile: «Biblioteca di classe», il nome della scuola, lo spazio per il numero d'inventario da scrivere a penna. Va bene anche per i libri del laboratorio e per i giochi della ricreazione.

Il nome della maestra. Sulle schede da colorare e sulle fotocopie che vanno a casa, un timbro con il nome dell'insegnante e la classe evita che si perdano fra quelle degli altri corsi. Le schede si stampano con le fotocopie, anche su carta più spessa per i disegni: la pagina delle fotocopie per la scuola ha i lavori già impostati.

Il comitato genitori. Raccolte per le gite, mercatini, feste di fine anno: il comitato o l'associazione dei genitori ha bisogno di un timbro per le ricevute delle quote e per gli avvisi. Il timbro rotondo, con la sigla del comitato tutta intorno e la carica nel mezzo, vale anche quando il presidente cambia.

Diplomi e attestati. Per le feste di fine corso, gli attestati e diplomi si stampano con il nome di ogni alunno; il timbro del comitato o della maestra accanto alla firma li completa. Altri modelli, anche con il disegno caricato da file, sono nel reparto Timbri.

I timbri per la classe li facciamo nella nostra sede di Roma Sud, aperta dal 1986, e raggiungono ogni scuola d'Italia con il corriere, o si ritirano al banco; la data d'arrivo è indicata accanto al prezzo, prima del pagamento.